Spirito d’iniziativa. Appassionarsi ai problemi per viverli come opportunità di crescita e di evoluzione delle proprie competenze e attitudini. Non si può sempre aspettare che le soluzioni arrivino dagli altri. Diventiamo preziosi nel team quando diventiamo solutori di problemi e non creatori di problemi.

Responsabilità. Il team ha una sua responsabilità; alla stessa maniera, ogni singolo componente deve assumersi la responsabilità del contributo che apporta, e degli eventuali rischi che ne derivano.

Focus. Lo sguardo deve essere sempre volto verso il traguardo da raggiungere. Se l’attenzione non è focalizzata sul risultato, è facile essere distratti dalle questioni estemporanee, di solito urgenti ma non importanti.

Curiosità. La curiosità è uno straordinario propulsore di crescita, di sviluppo, di acquisizione di nuove conoscenze e competenze. Avere la voglia e l’abitudine di farsi domande e di cercare risposte anche inusuali è un importante fattore di miglioramento della singola persona e della squadra in generale.

Ottimismo. Vuol dire essere consapevoli delle capacità, delle competenze e della forza del team; significa sapere che la squadra ha la possibilità e la capacità di raggiungere gli obbiettivi. Si chiama autoefficacia. Ed è alla base di qualunque successo.

Attitudine alla crescita. Volere sempre migliorarsi vuol dire non accontentarsi del bene, vuol dire sapere che c’è sempre spazio per superare se stessi, per imparare e scoprire, per mettere in discussione ciò che già si sa, per portare risultati nuovi e di valore attraverso strade alternative.

Voglia di capire. Farsi sempre domande e andare in fondo a una questione. Non accontentarsi del fatto e volere scoprire perché, come, con quale scopo. Così si diventa padroni delle situazioni, che non significa poter sempre vincere, ma piuttosto voler sempre comprendere.

Comunicare. Una squadra in cui non si comunica è una squadra destinata a involvere, indipendentemente dai risultati di oggi. Comunicare vuol dire entrare in relazione con gli altri in modo empatico, cioè volendo capire veramente cosa l’’altro pensa e come si sente.

Condividere. Lavoro, idee, pensieri, punti di vista, feedback. Tutto deve essere condiviso e messo a disposizione degli altri con generosità. Questo è uno dei più grandi valori aggiunti del lavorare in squadra.

Gentilezza. Si può esprimere il proprio punto di vista, e anche il proprio dissenso; si può restituire un feedback e si può sottolineare la non adeguatezza di un lavoro o di un comportamento, tutto ciò ricordando sempre che è indispensabile il massimo rispetto per le idee degli altri e, ancor di più, per le persone in quanto tali.

Metodo e organizzazione. La sola buona volontà non è sufficiente; ci devono essere strategie, obbiettivi, ruoli e compiti, altrimenti arrivare alla meta è un’impresa troppo difficile.

Creatività. Le cose possono essere diverse da come sono, le soluzioni ai problemi possono arrivare attraverso idee nuove, si possono esplorare nuovi percorsi di pensiero.

Etica. Correttezza e onestà devono essere due valori imprescindibili all’interno di una squadra. Se non ci si può fidare dei propri compagni, non si può cooperare.

Resilienza. Si cade, capita. E allora ci si rialza. Gli errori devono tramutarsi in doni da cui imparare, tutti insieme, senza colpevolizzare gli altri, senza esimersi dalle proprie responsabilità.

A queste parole, ne puoi aggiungere altre che nascono dai valori della tua azienda e dalle tue personali esperienze di vita personale e professionale. L’importante è che le parole scelte diventino per tutta la squadra le fondamenta su cui costruire il lavoro quotidiano.

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