Spesso si sente dichiarare da molte persone che si sentono in diritto di vivere finalmente delle relazioni felici, serene e appaganti con chi è vicino a loro; indipendentemente che questi siano parenti, amici, conoscenti, compagni di vita, figli, genitori, colleghi, collaboratori e superiori.

È vero, tutti abbiamo il diritto di avere relazioni felici e di condividere questa felicità con chi percorre insieme a noi un tratto del nostro percorso. Tuttavia, come del resto accade per ogni forma di diritto, la felicità delle nostre relazioni dipende anche da noi e da quanto abbiamo voglia e capacità di impegnarci per raggiungere questo risultato.

Per essere il più efficaci possibile nelle nostre relazioni, quali sono i comportamenti e gli aspetti di noi stessi da presidiare, da far evolvere e da gestire?

Ciò che principalmente determina la qualità di una relazione è il nostro stesso essere; cioè come ci sentiamo insieme a chi è costantemente in nostra compagnia: cioè noi stessi.

Come ci sentiamo quando siamo con noi stessi? Ci troviamo bene, oppure ricerchiamo costantemente altre persone per non dover affrontare un fastidioso e imbarazzante “tu per tu” con noi?

La domanda può sembrare banale ma nasconde un indizio importante relativamente alla nostra autostima, al livello di onestà con cui gestiamo il rapporto con la nostra vita, con i nostri pensieri, con i nostri desideri e con le nostre emozioni e sentimenti.

Un buon rapporto con noi stessi, significa aver imparato ad accettarci per come siamo e a non aver paura del giudizio degli altri; significa anche che la tolleranza e l’accettazione che riserviamo a noi possiamo imparare a riservarla anche agli altri. Purtroppo, quando non nutriamo sentimenti di stima e di accettazione verso di noi, andiamo incontro a due inevitabili conseguenze:

  • non amandoci noi, prima di tutto, è quasi impossibile che riusciamo a farci amare dagli altri;
  • non accettando noi, prima di tutto, è quasi impossibile che riusciamo ad accettare gli altri.

È chiaro che quando vengono a mancare questi due aspetti fondamentali di una relazione è veramente molto difficile che si possa parlare di relazioni felici.

Il primo passo da fare è perciò verificare il livello di stima, fiducia e accettazione verso la nostra stessa persona.

Questa fase è fondamentale ma non sufficiente.

Il secondo passaggio è legato a un altro tipo di fiducia; quella negli altri.

È ovvio che dare fiducia agli altri non è una scelta facile e innata per tutti; alcuni sono più propensi a fidarsi, altri sono tendenzialmente più sospettosi e vivono ogni tipo di relazione, anche la più banale, nella costante ricerca di un indizio che possa far nascere eventuali dubbi sulla buona fede, sulla correttezza o sull’onestà dell’altra persona.

Se la troppa fiducia a volte può essere pericolosa, una forte mancanza di fiducia può portare alla crisi di molte relazioni, siano esse affettive o professionali.

Ma la fiducia non dobbiamo solo riporla negli altri, anche noi dobbiamo meritarci la fiducia di chi è vicino a noi. Per questo è importante che i nostri comportamenti siano sempre onesti e coerenti con le nostre parole; dobbiamo essere impeccabili nella nostra comunicazione e capaci di portare i risultati promessi.

Ecco quindi che il tema della fiducia, in se stessi, negli altri e degli altri nei nostri confronti, è un fattore determinante nelle nostre relazioni. Ma non basta.

Vivere relazioni felici vuol dire comunicare in modo efficace e finalizzato, nel rispetto del raggiungimento dei nostri obiettivi, del nostro interlocutore e dei suoi obiettivi.

Comunicare è un aspetto fondamentale della nostra vita, eppure è un’attività complessa e pericolosa. Tutti noi sappiamo quante e quali conseguenze possono ricaderci addosso a causa di una comunicazione gestita in modo non corretto. E quando una comunicazione nasce o si evolve negativamente, anche la relazione che sta alla base può avere importanti ripercussioni.

Cos’altro fare per vivere felicemente le nostre relazioni?

Può essere molto utile aumentare la nostra consapevolezza relativamente alle reazioni biochimiche del nostro corpo che intervengono durante un atto comunicativo. Infatti i nostri sentimenti e le nostre emozioni non sono solo frutto dell’anima, essi provengono da eventi chimici ed elettrici che si verificano nel nostro cervello. Conoscerne le dinamiche, i pericoli e  “gli antidoti” può essere utile per non far degenerare le situazioni più difficili.

Relazioni felici è perciò un obiettivo che possiamo darci ma che, come tutti gli obiettivi, per essere raggiunto ha bisogno della nostra volontà e del nostro impegno.

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