All’inizio della storia

17 Gennaio 2023.

La più antica concezione del tempo era di tipo circolare, i Greci ne avevano infatti una visione di tipo ciclico che si concretizzava nella ripetizione costante degli eventi. Questo antico popolo aveva ben tre divinità per rappresentare il tempo: Chrònos, Aiòn e Kairos.

Chronos, terribile, spietato e potentissimo, veniva rappresentato come un gigante che divora i propri figli, cioè ciò che egli stesso aveva generato.

In questa rappresentazione, il tempo si nutre delle ore e dei giorni che da lui nascono, indipendentemente dall’importanza e dal valore di ognuno di essi.

Aiòn presenta un significato più filosofico del tempo, evidenzia – in contrapposizione a Chronos – l’aspetto dell’eternità del tempo grazie a un passato che vince il tempo e un futuro che lo anticipa.

Kairos è rappresentato come un ragazzo con le ali ai piedi, in continuo movimento, con un ciuffo di capelli in fronte e la nuca rasata ad indicare la difficoltà ad afferrarlo.  Indicava il momento giusto, la buona occasione da cogliere al volo.

Col Cristianesimo si passa a una concezione lineare del tempo, associata alla creazione del mondo, dunque con un inizio e una fine.

Il tempo oggi

Il mondo degli antichi Greci è un pianeta diverso da quello in cui viviamo oggi. Non abbiamo più Dei che governano i grandi elementi della natura e della nostra vita.

La ricerca scientifica e tecnologica ci ha fornito e continua a fornirci risposte sempre più precise a ogni domanda.

Eppure, il tempo esercita sulle persone ancora un fascino misterioso, talvolta anche inquietante, forse perché strettamente collegato alla vita, al suo inizio e alla sua fine.

In ogni caso, se osserviamo con attenzione il rapporto che abbiamo oggi col tempo, ci accorgiamo che dall’epoca di Chronos, Aiòn e Kairos è cambiato ben poco.

Pensiamo a un’azienda.

C’è il tempo che deve essere gestito, quello di Chronos, quello che non permette ritardi, che passa velocemente, che si autodistrugge nel momento stesso in cui è stato vissuto. È il tempo contro il quale ci troviamo spesso a ingaggiare dure battaglie per essere nel posto giusto al momento giusto, per vincere la concorrenza, per essere puntuali negli impegni assunti con i clienti.

Poi c’è il tempo di Aiòn, legato al valore stesso del tempo, fatto di storia e di valore di ciò che è stato creato. È il tempo della tradizione e del bagaglio di vita di un’azienda. È la reputazione, la continuità di un servizio, di una qualità e di un’etica che non vengono mai tradite.

Infine, anche le aziende hanno il loro Kairos, fatto di opportunità, di capacità di saper leggere il contesto della società in cui l’azienda si inserisce e col quale si identifica, di predisposizione a leggere i cambiamenti in un’ottica di creazione di nuovi scenari in cui esprimere valore e intelligenza.

Valore al nostro tempo

È importante capire di quale Tempo stiamo parlando e con quale Tempo stiamo interagendo.

Non c’è un’unica strategia; correre sempre può essere pericoloso, non c’è il tempo per decidere dove andare e per verificare di percorrere la strada corretta. Non tutto può essere delegato all’organizzazione; il tempo della creazione e della cura deve essere garantito e usato con attenzione.

Puntare solo all’efficienza, sazia Chronos, ma fa morire gli altri tre aspetti del tempo – la storia, il futuro e il valore delle opportunità – che per un’azienda, come per ogni singola persona, rappresentano la base della crescita e della prosperità.

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