La letteratura: un ponte verso i sentimenti

La letteratura: un ponte verso i sentimenti

Monica Becco
Persona-che-scrive

La letteratura è uno dei più potenti strumenti per far conoscere e, soprattutto, riconoscere all’Uomo i propri sentimenti.

Una volta c’era la mitologia. Gli antichi Greci avevano gli Dei che, nell’Olimpo, vivevano tutte le passioni e le caratteristiche umane: Zeus era il potere, Atena l’intelligenza, Ares l’aggressività, e così via.

Nell’era moderna non c’è più la mitologia ; questa è stata sostituita dalla letteratura che, attraverso le storie più disparate, può, e riesce, a guidare il lettore attraverso i meandri più sconosciuti dell’anima.

Leggere è illuminante e scrivere è terapeutico.

La prima attività permette di confrontarsi con emozioni e anche sentimenti in maniera “innocua”, in una sorta di laboratorio dove si può ridere, piangere, spaventarsi, preoccuparsi, gioire o addolorarsi con la tranquillità che deriva dal sapere che si è spettatori privilegiati. Tuttavia, pur se in un contesto di pura finzione, e anzi, proprio grazie a questo tipo di contesto, è possibile guardare dritto negli occhi i più profondi moti dell’animo.

Scrivere ha una valenza ancora più significativa perché le emozioni e i sentimenti non si incontrano passivamente, assecondando il volere dello scrittore, si creano.

Scrivere è un’esperienza intima e profondissima che va ben oltre la ricerca stilistica o la qualità della storia.

Purtroppo oggi si legge pochissimo e si scrive ancora meno; molte persone, e soprattutto le più giovani, sono emotivamente analfabete, nel senso che faticano a tradurre in linguaggio ciò che naturalmente provano; perché le emozioni esistono naturalmente, ma riconoscerle e diventarne perciò consapevoli è un fatto culturale.

E la cultura non è conoscenza; è esperienza.

I libri di testo, anche quelli universitari; i saggi e gli articoli giornalistici non portano cultura, ma soltanto conoscenza. Ciò perché, attraverso tali letture, non si vivono esperienze. Solo la letteratura ha questo potere.

La mancanza nella vita di un, seppur breve, spazio dedicato alla lettura, sta causando un inaridimento emozionale, serie situazioni di disagio e disorientamento nei confronti di se stessi e degli altri.

Leggiamo romanzi, non importa se profondi e bellissimi, o invece leggeri e artisticamente poco significativi. Scriviamo storie, brevi o strutturate, belle o sgrammaticate.

Tutto servirà a recuperare la consapevolezza e la coscienza del nostro sentire.